La Storia

Prof.Jigoro Kano
Prof.Jigoro Kano

La storia del Judo è strettamente legata a qualla del Ju Jitsu, arte marziale giapponese praticata dai leggendari Samurai. Nel diciannovesimo secolo il Giappone fu attraversato da importanti cambiamenti politici e culturali, primo tra tutti l’apertura delle proprie frontiere al mondo occidentale. L'assorbimento della mentalità occidentale provocò un rigetto di tutto ciò che apparteneva al passato, compresa la cultura guerriera che tanto aveva condizionato la vita del popolo durante il periodo feudale. Il Ju Jitsu, essendo parte integrante di questa cultura, scomparve quasi del tutto.

  Nel 1882 il professor Jigoro Kano esperto di Ju Jitsu fonda il Kodokan scuola nella quale intende insegnare una nuova forma di Ju Jitsu che si adatti meglio al periodo storico che attraversa il Giappone e che abbia un forte carattere morale nonché educativo, per questo motivo il maestro Kano decide di dare un nome nuovo alla disciplina insegnata chiamandola Judo, termine che significa via della cedevolezza.


« Per la nuova disciplina che volevo diffondere ho evitato di proposito anche i nomi tradizionali fino ad allora largamente usati, quali "jū-jutsu", "tai-jutsu", "yawara", ... e ho adottato "jūdō". I motivi per cui ho voluto evitare le denominazioni tradizionali erano più d'uno. A quel tempo molti avevano del jū-jutsu o del tai-jutsu un concetto diverso da come io li intendevo; non pensando minimamente a un beneficio fisico e mentale, li collegavano immediatamente ad azioni violente come strangolamenti, lussazioni, fratture, contusioni e ferite... Era un'epoca in cui le trasformazioni sociali costringevano gli uomini di spada e del jū-jutsu, un tempo celebri, ad affrontare un nuovo modo di vivere, perché venivano perdendo la protezione dei potenti feudatari, tanto che qualcuno di essi, dedicandosi al commercio a cui non era educato, a volte cadeva in una vita misera di vagabondo, mentre altri, per sbarcare il lunario, dovevano esibire le loro capacità senza pudore. Perciò, quando si parlava di arte della spada o di jū-jutsu, nessuno immaginava che si trattasse della preziosissima disciplina che tramandava la quintessenza della cavalleria samurai. Queste cose mi indussero a rinnovare almeno il nome della disciplina, altrimenti mi sarebbe risultato difficile anche trovare degli allievi che vi si dedicassero.

 

"Jigoro Kano"

In un primo momento come il Ju Jitsu anche il Judo comprendeva non solo le ben note tecniche di squilibrio, proiezioni e leve articolari, ma anche tecniche di colpo dei punti vitali, chiamate atemi, queste tecniche ritenute pericolose e poco educative dal M°Kano vennero tolte dal bagaglio tecnico del Judo, ma poi reinserite nelle rivisitazioni tecniche recenti per essere insegnate solo agli allievi più anziani fuori da ogni contesto agonistico.


Il Judo Oggi

Nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokio il Judo entra a far parte a pieno titolo della manifestazione sportiva più importante al mondo  come disciplina di lotta e in pochi anni diventa uno degli sport più universali.

Il Judo rappresenta una disciplina marziale estremamente formativa sia sul piano fisico che mentale. Grazie ai moderni metodi di allenamento il Judo può essere praticato a ogni età, una delle sue caratteristiche fondamentali è la possibilità di effettuare tecniche senza che i praticanti si feriscano. Ciò accade grazie alla concomitanza di diversi fattori quali l'abilità di uke nel cadere, la corretta applicazione della tecnica da parte di tori, e alla presenza del tatami che assorbe la caduta di uke.

In Italia il Judo come il resto delle discipline olimpiche viene classificato come sport amatoriale e non professionale, ma all'atto pratico esso offre una possibilità professionale ai ragazzi che a seguito di importanti risultati agonistici vedono la possibilità di entrare a far parte di uno dei gruppi sportivi delle forza dell'ordine, come: Fiamme Oro, Fiamme Gialle, Carabinieri, Esercito ecc.  Questa possibilità offre spesso ai ragazzi adolescenti difficili una possibilità di riscatto sociale togliendoli dalla strada e indirizzandoli verso un ambiente sano e dignitoso.