Mental Training e sport da combattimento

Quattro persone distese a terra su un tappeto, una voce in sottofondo che dirige l’attenzione, rumori e suoni che passano sullo sfondo sino ad annullarsi, per lasciare posto ad uno stato di quiete mentale, simile alla trance, dove l’atleta è libero di rielaborare il proprio stile di combattimento, ristrutturarlo, migliorarsi “da dentro”, trovare l’atteggiamento mentale giusto e crescere. E’ questo un flash visivo di un brano di Training Mentale che ho condotto per i fortissimi atleti del team di Carlo Barbuto la sera prima del grande evento nazionale “Thaiboxing Mania”.
Qualche mese prima, avevo avuto modo di praticare una sessione di Training Mentale Dinamico (le tecniche praticate con protezioni o comunque in movimento) sempre con gli stessi atleti, e l’avevano apprezzato, anche forse per la componente di novità e la voglia di mettersi in gioco, cui va dato merito. Così come va dato merito al Maestro Carlo Barbuto avere stimolato i propri atleti a provare, il che testimonia l’apertura mentale un vero grand Coach come Carlo. Dopo alcune brevi prove, assieme al Maestro Carlo Barbuto abbiamo deciso da approfondire la tecnica e passare anche alle versioni più approfondite, nel pre-gara, basate sulle Tecniche di Visualizzazione e altre tecniche. Il Maestro Carlo Barbuto è una persona attenta, aperta ad ogni via del miglioramento, e per i propri ragazzi ha una passione che non conosce limiti. Oltretutto, è una persona di grande spessore culturale, ed è i  grado di capire quando un certo stimolo nuovo sia in grado di portare un vantaggio competitivo per i propri allievi o comunque fornire un tassello, piccolo o grande che

sia, alla preparazione dei suoi atleti. Le mie esperienze di Training Mentale si sono costruite in oltre 25 anni di pratica sia nelle aziende che nello sport. Questa pratica è indispensabile, in quanto nonostante la Laurea in DAMS-Comunicazione e una specializzazione di 2 anni negli USA, ritengo non si sia mai finito di imparare e che solo l’esperienza praticata sul campo possa mettere alla prova la teoria e trasformarla in realtà. Come Formatore nell’Esercito, ma anche presso la Nato e le Nazioni Unite, ho continuamente occasioni di confronto con persone che operano in ambienti estremi, psicologicamente sfidanti, e che devono certamente apprendere a coltivare le proprie risorse bene oltre il livello medio della popolazione. Queste risorse, come presto scopre chi pratica attività agonistica in ogni sport, o si confronta con ambienti estremi, hanno molto a che fare con la condizione mentale ottimale, o “Stato di Flusso (Flow)”. Una larga maggioranza dei casi in cui si perde, inoltre, è motivata dalla difficoltà a trovare la condizione mentale giusta.
Negli sport di combattimento, impariamo presto che non è possibile tirare fuori acqua da una borraccia già svuotata. Alcuni pensano che tirando una serie in più sui Pao, o correndo un kilometro in più, o facendo sparring “ancora una ripresa” dopo aver raggiunto lo stato di esaurimento fisico, questo possa fare bene. in realtà si genera solo “catabolismo”, lo stato in cui il corpo “mangia se stesso” per nutrire gli organi interni, si va incontro al sovrallenamento, ci si distrugge mentalmente e fisicamente, e spesso non si arriva da nessuna parte. Data una buona preparazione atletica e agonistica, che un buon preparatore sa fare, il vero salto di qualità per un atleta professionista viene dalla capacità di coltivare le proprie risorse mentali. E’ fuori di dubbio che la via per la coltivazione delle risorse mentali sia molto meno conosciuta della via per la coltivazione della potenza o della forza, del “fiato” o della resistenza fisica. Nel libro “Il Potenziale
Umano” ho potuto mettere nero su bianco un metodo che applico sia nella formazione sportiva, marziale, manageriale e militare, un metodo trasversale in quanto al centro di tutto si trova sempre e comunque l’uomo. Specificamente, nel Training Mentale per gli Sport di Combattimento e le Arti Marziali, possiamo distinguere due grandi classi di tecniche nel metodo HPM (Human Potential Modeling)

1) Tecniche di Training Mentale Dinamico: consiste in azioni praticate dall’allievo sotto la supervisione dell’esperto in Training Mentale,

azioni e movimenti che stimolano le capacità di percezione aumentata, di concentrazione, i riflessi, l’adattamento all’imprevisto, e tanti altri fattori. Queste tecniche vengono praticate sia con protezioni che senza, essendovi numerosissime varianti, da praticare sia da soli, che in coppia e in gruppi.
2) Tecniche di Training Mentale Alfageniche: vengono praticate in posizione distesa, con o senza musiche di sottofondo (appositamente studiate e selezionate), applicando principi di visualizzazione guidata, di ristrutturazione cognitiva dell’azione, di rivisitazione dello stile di azione e dello stile di pensiero, per trovare l’atteggiamento mentale migliore, coltivare le energie mentali, l’attenzione, la concentrazione, la lucidità tattica anche in momenti sfidanti. 3) Tecniche Riservate: comprendono gli stati più evoluti e combinazioni di tecniche, e utilizzano un mix di matrici culturali sia orientali che occidentali, come la Bioenergetica, il Pranayama, la Dinamica Mentale, il Labeling Emotivo, le Intelligenze Multiple, e numerosi altri stimoli riservati agli esperti. Come in ogni percorso di apprendimento, l’importante è iniziare, non considerarsi mai arrivati, avere la volontà e curiosità di apprendere. In questo caso, il piacere del percorso sarà ben superiore al risultato che ne deriva. La “Via” della crescita personale ha un grande valore in sé. Un valore di emancipazione, di crescita della persona prima di tutto, e ciò che si apprende vale in ogni ambito della vita, sul ring, e fuori dal ring. E’ questo l’insegnamento più profondo che voglio dare ai miei allievi.

 

Daniele Trevisani,

Sensei 8° Dan

Sistema Daoshi

www.danieletrevisani.m com 

Esperto in Potenziale Umano, Formazione e Coaching