Prevenzione e riabilitazione (parla l'esperto)

Benvenuti nella nostra nuova rubrica che tratterà argomenti circa la prevenzione, la riabilitazione e l'autodiagnosi di infortuni. Gli amici sportivi che ci seguono avranno la possibilità di fare tesoro dei consigli del nostro esperto in tecniche osteopatiche, taping neuromuscolare, massaggio sportivo, connettivale e fisio-circolatorio, nonchè istruttore di ginnastica posturale Alessandro Verelli. Ricordiamo che gli articoli trattati hanno carattere puramente informativo e che ogni caso può presentare specifiche peculiarità che dovranno essere valutate da uno specialista attraverso una visità di controllo.

Per prenotare una visita con Alessandro Verelli telefonare al 338.1304430 o contattare l'indirizzo email: ale.osteopatia@libero.it

Test diagnostici del ginocchio

Oggi analizzeremo come effettuare alcuni semplici test quando il problema si manifesta in un’importante e delicata articolazione, quella del ginocchio.

Cominciamo col dire che le strutture che più spesso vengono coinvolte sono molteplici,

tra queste, le più significative sono:

I menischi: sono dei dischi fibro-cartilaginei (quindi molto delicati) che fungono da ammortizzatori tra i condili del femore e della tibia. La loro composizione malleabile fa si che essi si deformino a seconda dei movimenti tra le due ossa sopracitate. Sono due (uno mediale e uno laterale) ed hanno una forma circolare.

I legamenti crociati: sono due (uno anteriore e uno posteriore) e impediscono alla tibia di scivolare in avanti o in dietro rispetto al femore.

I legamenti collaterali: anch’essi sono 2 (uno mediale e uno laterale) e contribuiscono alla stabilità dell’articolazione.

La rotula: è un osso sesamoide (in quanto simile ai semi di sesamo), ed è posizionato davanti all’articolazione grazie all’ancoraggio del tendine rotuleo e di altre strutture più piccole ma non meno importanti.

Una patologia legata a questi elementi può essere diagnosticata grazie a una serie di test specifici che spesso danno indicazioni precise a chi li effettua.

Cominciamo col dire che il primo passo da fare in caso di una problematica riconducibile al ginocchio è osservare la parte interessata. Eventuali gonfiori, dismetrie o variazioni di colore sono significative di una possibile patologia. Conseguentemente si passa alla palpazione della zona. Bisogna delicatamente ricercare alterazioni significative di temperatura (un eccessivo calore è caratteristico di infiammazioni, il contrario invece può evidenziare una carenza di afflusso di sangue). Un altro segno di cui andiamo alla ricerca è la presenza di versamenti di liquidi (caratteristico è quello sotto-rotuleo) che starebbero a significare una probabile borsite.

Fatto questo procediamo con alcuni semplici test ortopedici:


Test di Lachmann:

Si pone il paziente supino con il ginocchio flesso a 30°. Con una mano si stabilizza la coscia mentre con l’altra si afferra e si traziona la gamba in avanti.

 

Se si osserva uno scatto o una traslazione anteriore della tibia possiamo sospettare una lesione al legamento crociato anteriore (in verità anche del legamento obliquo anteriore).

Per testare il legamento crociato posteriore basta far mettere il paziente a pancia in giù e, sempre con la gamba flessa a 30°, si stabilizza la coscia posteriormente e si spinge la tibia posteriormente. Anche qui una traslazione ci farebbe sospettare una lesione del settore testato.


Test di Apley (in compressione):

Con questo test andiamo ad indagare un’altra struttura molto soggetta a problemi lesionali, i menischi.

Con il paziente in posizione prona, si flette il ginocchio a 90°. Si afferra poi il piede e si spinge con moderata forza verso il basso, prima intraruotando e poi extraruotando l’arto. Dolore o scroscio articolare su un lato possono indicare la presenza di una lesione meniscale da quel lato.

 

Se vogliamo, a questo punto, testare anche i legamenti collaterali, facciamo rimanere il paziente in questa posizione e, invece di applicare una compressione, “distraiamo”. Si afferra la caviglia e la si trazione questa volta verso l’alto. Naturalmente anche in questo caso andiamo alla ricerca di dolori, scatti o scrosci.