Il processo di apprendimento negli sport di combattimento

Al centro del processo di apprendimento negli sport di combattimento troviamo azio­ni o movimenti di natura fortemente diversa, secondo se si tratta di gare di forma o di combattimento. Se si segue la terminologia corrente per le prime si tratta di abilita chiuse (closed-skill), nelle seconde di abilità aperte (open-skill). Ciò vuole dire che nelle prime le condizioni d'ap­prendimento o di esecuzione delle azioni sono fisse in misura elevata, mentre nelle gare di combattimento vero e proprio sono relativamente ampie e ricche di variazioni.

Al centro di questo lavoro vi saranno esclu­sivamente le caratteristiche delle discipline di combattimento vero e proprio.

L’esecuzione dl ogni azione di combattimen­to è sempre legata all'intenzione di lasciare l'avversario nell'incertezza sulle proprie azio­ni, di ingannarlo, di agire di prima o di seconda intenzione, di provocare situazioni e sfruttarle, come anche di anticipare le sue azioni, valutarle, neutralizzarle e sfruttarle a proprio vantaggio. Quando si deve affronta­re un avversario le azioni sono sempre variabili e debbono essere sempre adattate al continuo cambiamento delle situazioni del combattimento. Occorre anticipare quelle situazioni che sono rilevanti per l'azione e grazie alla scelta dell'opportuno programma d'azione si deve prendere la decisione giusta nel momento giusto. L'azione di combattimento può essere caratterizzata come:

  • mezzo strategico per il successo nella conduzione del combattimento;
  • misura che permette di risolvere situa­zioni rilevanti per l’azione.

Essa rappresenta il risultato dell'interazio­ne di sistemi funzionali diversi organizzati secondo una struttura gerarchica (impul­so, regolazione del comportamento e dell’azione, regolazione sensomotoria, regolazione dell'energia, trasferimento dell'e­nergia meccanica).

 

La struttura del processo di apprendimento

 Il processo di apprendimento si svolge secondo fasi caratteristiche. Più é struttu­rato in modo comprensibile, più esistono i migliori presupposti per la formazione sistematica di una azione di gara stabile durante il combattimento. Ogni fase è costituita sia da un obiettivo caratte­ristico stabilito, sia dai corrispondenti contenuti e metodi di apprendimento o di allenamento. Fin dalla prima fase, la realizzazione del compito di apprendimento é collegata a soluzioni di una situazione (dal facile al difficile).

Prima fase dell'apprendimento

Obiettivo: apprendimento/acquisizione della struttura tecnico-coordinativa dell’azione di combattimento.

Spesso, persino in atleti degli sport di com­battimento che si allenano da anni, si può osservare che, nella loro formazione, si era passati al successivo compito formativo ancora prima che avessero acquisito con sicurezza lo svolgimento tecnico-coordinativo di base di un compito. Per questa ragio­ne, non soltanto non si rispettano esigenze tecnico-coordinative fondamentali, come superamento della distanza con l'avversario, gamba di sostegno vicina al baricentro dell’avversario e in direzione del movimento, corpo in staziona eretta o piegato in direzio­ne del movimento, ma si automatizzano anche errori nel decorso del movimento. Per questa ragione, quindi, è anche necessario formulare criteri delle esi­genze tecniche per l'esecuzione dei processi motori .

L'apprendimento della struttura tecnico-­coordinativa dell'azione di combattimento si realizza in condizioni di apprendimento, di carico e di situazioni facilitanti, che pon­gono cioè scarse richieste al sistema nervo­so centrale e ai processi di trasformazione dell'energia.

Se si collegano processi tecnico-coordina­tivi e processi aerobici in una esercitazione prolungata avviene una economicizzazione del decorso del movimento. Intendiamo dire che, grazie ad una tecnica migliore si produce una più elevata efficacia dei processi metabolici e, quindi, una diminuzio­ne del dispendio energetico.

Seconda fase di apprendimento

Obiettivo: disponibilità variabile dell’azione di gara secondo la situazione.

In questa fase Io svolgimento tecnico-coor­dinativo di base dell'azione viene ulterior­mente stabilizzato e adattato in modo variabile ai diversi cambiamenti delle situa­zioni tattiche. L'azione di combattimento deve essere formata come azione di attac­co, di difesa e di contrattacco.

I meccanismi funzionali di natura informazionale e energetico-coordinativa (alattaci­di, lattacidi) sono sollecitati in modo chia­ramente più intenso e collegati tra loro. I processi tecnico-coordinativi si svolgono in modo automatizzato o parzialmente auto­matizzato. Il principale mezzo metodologico, in questa fase, è rappresentato dall'al­lenamento di situazione unito a processi d'anticipazione e presa di decisione.

Durante il combattimento si può presenta­re un numero infinito di situazioni, che possono essere limitate da una classifica­zione, raggiungendo così anche una mag­giore sicurezza nel comportamento antici­patorio e decisionale dell'atleta. Il problema principale che deve essere preliminarmente chiarito è secondo quale aspetto é più appropriato intraprendere questa classificazione.

L'essenza della contrap­posizione di due avversari che agiscono l'uno per contrastare l'altro sta nel loro rap­porto interpersonale che crea la tipicità di una situazione di combattimento. Le situa­zioni dl combattimento sono soggette a continue variazioni, sono uniche equindi non ripetibili. 

L’impostazione strategico-tattica del com­battimento dipende in misura notevole dal livello di risultati dell'avversario. L'intento della classificazione delle situa­zioni e dell'allenamento situazionale basa­to su di essa é quello di fornire ad allena­tori e atleti un orientamento metodologico.

Disponibilità variabile secondo la situazione significa che le azioni di combattimento possono essere utilizzate nelle situazioni dominanti, che cioè si incontrano più spesso. Ma in questo modo l'atleta viene anche messo in grado di risol­vere situazioni simili, non allenate nell’immediato. Tipo di utilizzazione e intensità dell'esecuzione dell'azione sono sempre determinate dal suo scopo (preparare od ottenere un punto, rallentare il ritmo, difendere il risultato, ecc.), come anche dalla forza dell’avversario.

  • ripetizione senza ripetizione (cambiare i mezzi per realizzare il compito d’apprendimento);
  • osservazione del movimento (diventare coscienti delle proprie sensazioni e percezioni del movimento);

 

L'allenamento dell'anticipazione e della presa di decisione.

Ciò che avviene durante il combattimento con lo sviluppo dinamico delle sue situazio­ni, offre la possibilità di anticipare la for­mazione e la scomparsa di situazioni rile­vanti per l’azione e, su questa base, prende­re una decisione sulla scelta di un program­ma d'azione adeguato per la soluzione motoria della situazione stessa.

Il rapporto tra anticipazione e decisione con­siste nel fatto che analisi della situazione e anticipazione rappresentano processi che preparano la presa di decisione sulla cui base avviene la decisione stessa.

Dall’avversario provengono segnali rilevanti per l’azione quali:

  • ·    cattiva difesa;
  • ·    errori nei passi-alterazione dell’equilibrio;
  • ·    errori tecnici nello svolgimento dell'a­zione;
  • ·    movimenti ampi di preparazione dell’a­zione;
  • ·    posizione e movimento del baricentro;
  • ·    affaticamento-carenze condizionali;

L’anticipazione del comportamento avversa­rio è legata anche a un’analisi utilitaristica, intendendo con ciò che l’atleta valuta quale utilità gli deriverà per il prosieguo del com­battimento dalla soluzione della situazione sulla base dei mezzi dei quali dispone:

  • ·    è meglio lasciare che l’avversario vada a vuoto o reagire con un contrattacco?
  • ·    non mi creo uno svantaggio se sbaglio l'azione o essa è inefficace?

 

  • ·    In questa situazione, qual’ è l’alternativa d’azione più efficace?

Decisione significa scegliere rapidamente ed eseguire nel momento giusto il program­ma adeguato rispetto alla situazione. Secondo conoscenze neurobiologiche avvie­ne essenzialmente attraverso l'intuizione e il controllo mentale (ragionamento).

Le decisioni intuitive si basano su cono­scenze emotive, giudizi e azioni rapide e automatizzate.

Per l'allenamento del comportamento anticipativo e decisionale sarebbe limitativo regolarsi solo sull’intenzione dell'avversario. Una conduzione del combattimento che mira  alla vittoria presuppone anche che si creino e si utilizzino coscientemente situa­zioni rilevanti per razione, cioè un’ottimizzazione dei propri programmi o una distru­zione di quelli dell'avversano.

Con ciò s'in­tende influenzare il comportamento dell’avversario in modo tale da ingannarlo su quale sia la nostra intenzione e portarlo a mostrare reazioni che favoriscano la realiz­zazione della nostra intenzione reale.

Concretamente, ciò vuole dire fornire all'avversario false infor­mazioni attraverso manovre distraenti, finte, la simulazione di una momentanea debolezza, ecc., per attirarne l'attenzione su altro e non sull'azione che si intende eseguire.

Maggiore è il patrimonio di azioni d'attacco, di difesa e di finta che si possiede meno l’avversario ha l'opportunità di riconoscere precisamente situazioni rilevanti per l'azione e maggiore sarà la possibilità di riuscita della conduzione del combattimento.

Anticipare precisamente ciò che avverrà e un comportamento sicuro nella presa di decisione sono le caratteristiche essenziali che indicano la disponibilità di una azione di combattimento che può essere variata secondo la situazione.

 

Automatizzazione e sviluppo delle abilità

Un presupposto importante per mettere l'atleta di uno sport di combattimento in grado di agire rapidamente e con sicurez­za, è l'automatizzazione di componenti dell'azione di gara soprattutto.per quanto riguarda la soluzione motoria, ma anche la fase di preparazione dell'esecuzione dell'a­zione.

Con l'esercitazione ripetuta dell'azione dl gara le componenti parziali dell'azione si evolvono diventando abilità che rappresentano un determinato livello di appropriazio­ne dell'azione e presentano una certa stabi­lità e resistenza nei confronti di fattori di disturbo.

Terza fase di apprendimento

Obiettivo: disporre stabilmente dell’azione di combattimento nelle condizioni di gara.

In questa fase dell'apprendimento avviene un ulteriore sviluppo e una riorganizzazione ad un livello più elevato dei processi di per­cezione, anticipazione, presa di decisione, esecuzione e controllo nelle condizioni tipi­che del combattimento. Le informazioni devono essere elaborate nel più breve tempo possibile, sia in condizioni di massima solle­citazione energetica, soprattutto di processi alattacidi e lattacidi, sia in condizioni di cari­chi limite fisici e psichici. Dall'atleta si esige una azione conseguente nell'imporre nelle condizioni del combattimento le proprie automatizzate. Le azioni di gara debbono essere utilizzate malgrado la presenza di condizioni e fattori influenti esterni sfavorevoli. E si raggiunge la massima perfezione dell'interazione tra processi stra­tegico-tattici, tecnico-tattici ed energetico condizionali nel momento delle competizioni più importanti. Nel resto del macrociclo o della stagione di gara questa interazione deve essere di nuovo costruita utilizzando le fasi di apprendimento in forma sintetica. Quindi, l'allenamento per l'apprendimento viene realizzato tutto l'anno.

Il metodo principale di questa fase di apprendimento é il metodo della gara. In questo metodo i mezzi di allenamento sono diretti a sollecitare tutti i piani regolatori in forma più complessa e differenziata.

Osservazione del comportamento dell'av­versario (frequenza con la quale utilizza determinate azioni in determinale situa­zioni, modalità di preparazione delle azioni).

Dopo l’aumento dell’economia e l’automatizzazione delle prime due fasi, l’obiettivo della terza fase è l’utilizzazione delle azioni di gara in modo stabile, in condizioni di carico massimo e con le tipologie di avversari più diverse.

L’ulteriore sviluppo dei presupposti della prestazione e delle loro interrelazioni, che si produce grazie ad un allenamento sia globale sia differenziato, porta ad una programmazione e un controllo più adeguato delle azioni di combattimento, al miglioramento della regolazione dei movimenti e dei processi energetici, come anche ad un più efficace trasferimento dell’energia.

 

A cura di Cristiano Di Marzio

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